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15/11/2008 - INTERVENTO ASSEMBLEA REGIONALE ATESSA
Categoria: Il Presidente

INTERVENTO ASSEMBLEA REGIONALE


Signor Presidente,
Dirigenti Unpli e di Pro Loco

     Credo che quest'assemblea, finalmente debba mettere a nudo tutte le posizioni esistenti all’interno dell’Unpli Abruzzo e non un minuetto finto. Cercherò di contribuirvi come so e come posso. Un’Assemblea vera, perfino aspra, fa parte del legame tra di noi. La nostra è un’associazione di uomini liberi ma anche una comunità di regole in cui prima di tutto vige il rispetto per le persone. E dentro questa comunità si formano legami che non si possono spezzare, anche quando magari si hanno idee diverse. Tale è il legame che ho verso molti di voi e tale è da parte mia, da più di quindici anni, il legame di amicizia e di reciproca stima con Amedeo Cappella.
Come indicato nella mia richiesta di intervento, prendo la parola come Presidente dell’Unpli Chieti. La mia voce è la voce del Comitato Provinciale, che mi onoro di presiedere, ed è la voce delle Pro Loco Unpli di questa provincia. Come vi è stato detto, da tempo non faccio più parte del Comitato Regionale, avendo rassegnato le dimissioni all’indomani dell’Assemblea di Montesilvano. Certo, non sono state ratificate e definitivamente accettate, ma è quanto basta per fare chiarezza su alcune questioni che da tempo si trascinano e che non ho potuto finora affrontare.
Da Presidente del Comitato Provinciale dell’Unpli Chieti non vi parlo di ciò che abbiamo fatto e che abbiamo in cantiere di fare. Non è mia intenzione creare imbarazzo alcuno. Il mio intervento verte sul futuro dell’Unpli Abruzzo.
La mia opinione, come è noto, è che divisi non si va da nessuna parte, per questo dico che la gestione del rinnovo delle cariche all’interno dell’Unpli Abruzzo andava fatta in altro modo.
In questi anni abbiamo indicato una via, percorribile, condivisibile, credo anche con qualche buona ragione, visto che la nostra legge regionale è considerata da tutti un’ottima legge, che il nuovo Statuto Nazionale ha in se elementi molto simili al nostro, che le Istituzioni, nonostante alcuni dirigenti Unpli, hanno incominciato a darci credito, che stava maturando in tutti noi la consapevolezza che le Pro Loco, orribilmente chiamate di base, fossero la linfa del nostro mondo e non elenco da sfoggiare come tessere per ottenere poltrone. Per fare cosa poi? Entrare in politica? O peggio, occupare posti di prestigio e responsabilità all’interno dell’Unpli con ogni mezzo o perché altri (i manovratori della politica) lo hanno deciso? Il famoso scrittore e romanziere Victor Hugo,  nel suo capolavoro “I Miserabili”, così si esprime nei confronti di certi personaggi: «Il Titano rimane sempre Titano anche se si trova nel fondo di un pozzo molto profondo; Il Pigmeo, per converso, rimane sempre Pigmeo anche se si pone sulla cima più alta di un monte.» Non spetta a me giudicare chi è Titano e chi Pigmeo, ma per il bene che voglio a questo mondo, farò di tutto perché i Titani del rispetto delle Regole, del rispetto delle Persone, della sincera e convinta appartenenza all’Unpli, abbiano la possibilità di mettere a disposizione delle Pro Loco abruzzesi il loro Sapere ed il loro Saper Fare.
Le mie Pro Loco ed il Comitato Provinciale sanno che l’Unpli Chieti è stata deliberatamente tagliata fuori da ogni possibile discussione su qualsiasi ipotesi di nuova governance dell’Unpli Abruzzo. Il risultato di questi incontri non lo so, quello che so per certo è che il futuro presidente dell’Unpli Abruzzo ha deciso di farlo senza il sostegno della componente chietina.
Con un certo rammarico, ho constatato che mentre noi lavoravamo per l’Unpli Abruzzo e lasciavamo, almeno in questi ultimi tempi, indietro i rapporti con le Pro Loco chietine, gli altri dirigenti Unpli non hanno fatto altro che occuparsi del proprio orticello. In quest’ultimo anno e mezzo, a dire il vero, si sono si occupati dell’Unpli Abruzzo, ma solo per la spartizione di cariche e ruoli. Hanno ben studiato il “Manuale Cencelli”, dandone prova all’Assemblea di Vicoli e si apprestano a ripetersi in questa occasione.
Questo non mi e non ci disturba affatto. Anzi, mi permette di ricordare a tutti la famosa frase di Alcide De Gasperi: “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alla prossima generazione. Traslando il concetto, non bisogna essere Einstein per capire la sostanziale differenza.
Quello però che veramente mi ha turbato e provocato disgusto è che, a destra come a sinistra ci si è in qualche modo rivolto alla politica chiedendo appoggi per la propria o altrui candidatura. Non pensavo si arrivasse a tanto.
A malincuore ho sperimentato sulla mia pelle la falsità di molti uomini e donne del nostro mondo.
L’inganno, però, è finito. Si può ingannare tutti a volte, qualcuno sempre, ma non è possibile ingannare tutti tutte le volte.
Ma allora, mi chiedo e vi chiedo, qual è il punto di arrivo di questa iniziativa? E più ancora della nostra identità? Dove ci conduce questo modo di fare?
Se chiamati avremmo detto che è finito il tempo di restare attaccati a se stessi come l’ostrica allo scoglio. Avremmo contribuito anche noi a stabilire equilibri, se necessario a fare non uno, ma due passi indietro, in modo da rafforzare le reti di coesione e di solidarietà, in modo da migliorare quella già esistente democrazia orizzontale, partecipativa, inclusiva, fondata sui Comitati Provinciali e sulla rappresentanza delle Pro Loco, anche in modo da coltivare di più e meglio gli interessi generali.
All’inizio parlavo di regole e di rispetto.
Voltaire diceva che ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.
Aggiungo, nella costituzione della Serenissima (Repubblica di Venezia) vigeva una norma che condannava a morte il Doge e qualsiasi uomo incaricato della cosa pubblica, non solo per i reati commessi, ma anche, per non aver adempiuto al proprio dovere, o peggio, non aver fatto nulla per il bene comune.
Allora io mi chiedo e dico, a quelli che in questi anni, pur avendo avuto incarichi e ruoli non hanno fatto nulla o quasi, come potete accusare e offendere chi, senza alcun interesse, si è speso ed ha speso molto per il bene di tutti? A tal proposito voglio sottolineare il riprovevole comportamento avuto nei confronti del Presidente Regionale Amedeo Cappella. Avete steso tappeti rossi a sponsorizzati della politica, a chi si muove secondo i suoi dettami, a chi per lungo tempo non ha condiviso, e da quel che ne so, non condivide ancora nulla del nostro essere Unpli, perfino a chi, già messo alla prova ha evidenziato limiti ed incapacità, e non vi siete degnati di pronunciare l’unica parola che potevate e dovevate dire: Grazie.
Forse un giorno capirò, oggi però non capisco perché chi, pur disattendendo ogni aspettativa e con il disprezzo delle regole, possa fare il consigliere nazionale, non per uno, non per due ma per tre mandati e, temo, forse a vita, mentre un Presidente che ha ottenuto risultati inimmaginabili e difficilmente uguagliabili debba essere osteggiato ed offeso nel modo che tutti sanno ed hanno potuto vedere in questi anni.
E’ proprio vero che al peggio non c’e mai fine.
Veritas filia temporis.
Invocare il rispetto delle regole, come certi personaggi hanno fatto, è cosa sacrosanta, prima di farlo, però, bisogna accertarsi di non averle infrante per primi. Quanti Comitati Provinciali hanno ottemperato al disposto cui agli articoli 8 della Statuto Nazionale e Regionale. Uno, l’Unpli Chieti. Per credere visitate la pagina dell’Unpli Chieti all’interno del Sito dell’Unpli Abruzzo. A proposito di web. Chi è l’unico Comitato che non ha un proprio sito? Ancora una volta, l’Unpli Chieti. Tutto questo con la buona pace dello Spirito di Appartenenza e l’unità oggi invocata. Ancora una volta si predica bene e si razzola male.
Ancora, l’articolo 15 dello Statuto Regionale impone al Consigliere Nazionale di informare il Comitato e di riportare in sede nazionale la posizione dell’Unpli Abruzzo. In questi anni nulla è stato così. Anzi, da responsabile del Dipartimento Legislativo, vi posso dire che non una volta sono stato informato dal Consigliere Nazionale su argomenti di mia competenza e, men che meno ha tenuto il Presidente ed il Comitato Regionale informati dell’evolversi di questa o quella particolare problematica.
Pro domo sua però…..
Eppure, lui è sempre lì, grazie al Manuale Cencelli, a curare il proprio orticello.
Il Presidente Cappella, no. Secondo la legge della Jugoslavia di Tito e non quella della Serenissima, nell’Unpli Abruzzo tutto deve girare, tutto deve ruotare, tranne il Consigliere Nazionale, per carità quella è una altra storia, è un’altra legge.
Si è messo in piedi ogni possibile porcata per creare i presupposti, o meglio eliminare ogni presupposto perché Amedeo potesse guidare, come era giusto, l’Unpli Abruzzo per almeno un altro mandato.
A questo punto, sono contento che abbia preso la decisione di fare un passo indietro. La verità, però, è che quest’Unpli Abruzzo non merita di avere un presidente della grandezza e delle capacità di Amedeo.
Tutto questo le Pro Loco della Provincia di Chieti lo sanno, ma a voi che siete qui questa sera, ed idealmente anche a quelle non presenti, voglio chiedere: Siete a conoscenza di questi fatti? Vi hanno mai detto cosa è veramente l’Unpli? I dirigenti che vi rappresentano vi hanno detto cosa fanno e cosa hanno intenzione di fare per il bene di tutti voi?
Spero che questi giochetti a cui abbiamo assistito, divertendoci per altro, possano veramente darci un Presidente capace, che ami e conosca il mondo delle Pro Loco, che anteponga alla propria persona ed alla provincia di appartenenza il bene di tutte le Pro Loco d’Abruzzo. Ogni atto o indirizzo contrario a questo mio auspicio sarà fortemente contrastato, utilizzando tutti gli strumenti che gli statuti e le leggi ci mettono a disposizione.
Concludo invitandovi a pensare com’era l’Unpli dopo la Presidenza di Andrea Di Marino è cos’è oggi, grazie alla Presidenza di Amedeo Cappella. Fatemelo, finalmente dire, tutto ciò si è reso possibile grazie anche e soprattutto a quello che hanno fatto le tante donne ed i tanti uomini dell’Unpli Chieti, di cui il Presidente Cappella era, è e rimarrà per sempre un’autorevole componente.
Dobbiamo tutti gratitudine a quanti ci hanno dato la loro fiducia, nessuno escluso. Anche alle gole profonde che hanno disseminato qua e la ogni invereconda maldicenza, infamando e calunniando e che, ad essere meno buoni avrebbero meritato certamente di essere querelati.
Non sono, però, così arrogante da pensare che sia solo un nostro merito. Ma sono abbastanza navigato da sapere che un piccolo insuccesso sarebbe stato di sicuro un nostro demerito. Ringrazio, per l’attività che ho potuto svolgere all’interno del Comitato Regionale, le persone che hanno lealmente collaborato con me. Li vorrei e li dovrei citare uno per uno. Li riassumo tutti in quella straordinaria figura umana che è Amedeo Cappella.
Comunque, credo di rappresentare oggi a tutte le Pro Loco d’Abruzzo, presenti e non, un risultato significativo di quanto abbiamo fatto, di cui sono personalmente orgoglioso.
Dietro quel risultato però c'è una idea di Unpli e di Pro Loco. Ed è quell’idea che oggi vedo messa in forse da una attitudine che conduce verso esiti modesti per il timore di fronteggiare esiti più impegnativi. Si apre una stagione nuova e non esistono uomini per tutte le stagioni.
Questa, almeno, è la mia opinione, condivisa anche dalle Pro Loco della Provincia di Chieti, e questa opinione ha una conseguenza inevitabile: l’Unpli Chieti ha deciso di fare non uno, ma due passi indietro, occuperà i posti che quest’assemblea gli assegnerà, vigilerà e farà sentire sempre la propria voce in tutte le sedi istituzionali. Non lavoreremo per le prossime elezioni, ma ci impegneremo con tutte le nostre forze per creare una nuova e giovane generazione di dirigenti Unpli.
Resto, ovviamente a pieno titolo, un dirigente provinciale e, prima ancora, un innamorato di questo nostro mondo a cui auguro di saper coltivare le proprie ragioni, nell’interesse delle tante Pro Loco Abruzzesi che ci hanno chiesto di esserci per cambiare e non di esserci per lasciare le cose come sono.
Illustri seguaci, come me, della follia, buon lavoro! E quando avrete finito di maledirmi non dimenticate di bere un bicchiere di vino (meglio se di grappa) alla vostra ma anche alla mia salute.

 

Dr. Sergio Carafa
Presidente Unpli Chieti


 
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