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29/03/2012 - SERGIO CARAFA CONFERMATO PRESIDENTE
Categoria: Comitato Provinciale

SERGIO CARAFA CONFERMATO PRESIDENTE DELL'UNPLI CHIETI


Leggi il COMUNICATO STAMPA


DISCORSO DI INSEDIAMENTO

Atessa, 29 marzo 2012

Carissimi,
anche se si tratta di una riconferma, con emozione ma con determinazione, affronto il mio primo atto da Presidente del Comitato Provinciale dell’Unpli Chieti, all’inizio di un cammino che mi auguro si trasformi presto in una nuova e grande avventura.
Mi preme ringraziare i componenti del Comitato che oggi non ne fanno più parte per il lavoro utile e prezioso che hanno potuto e saputo dare.
A quanti di voi, per la prima volta, vi fanno parte, un saluto caloroso di benvenuto ed un augurio fraterno e sincero di buon lavoro.
Detto questo, guardiamo al futuro con il coraggio e la forza che ci hanno sempre distinti.
Purtroppo, al momento tutto sembra girare per il verso storto. Le difficoltà economiche ormai sempre crescenti che attanagliano il mondo produttivo, la nostra struttura e le singole Pro Loco. Sempre più vengono messi in forse i vari contributi regionali e provinciali che, fino a ieri, hanno reso possibili tante attività. Vorrei, quindi, ribadire che sarà un mio intento prioritario quello di mettere in piedi una forte azione di foundraising, anche con percorsi formativi e progettuali importanti. La strada è in questo momento dura, erta, difficile.
E’ necessario, in tal senso, ripristinare importanti rapporti istituzionali con quanti operano per lo sviluppo del territorio provinciale.
In caso contrario dovremo attivarci per trovare al difuori dei circuiti istituzionali le risorse che rendano possibili le attività del Comitato.
Questo a valle!
A monte, però, ci dovrà essere, in tutti noi, un forte spirito di cambiamento, o meglio, una forte azione di cambiamento, in sostanza, un ritorno alle origini, alla riscoperta dei nostri valori, dei compiti istituzionali, delle finalità.
Gli esperti in materia identificano tutto questo con Vision, Mission ed Obiettivi. Questi sono termini che confinano con il concetto di "sogno" e freddamente lo evocano.
Ma cosa sogna l’Unpli? Cosa sogna per il futuro, per i servizi da offrire, per le Pro Loco, per le loro identità? Cosa fa per tradurre i sogni in realtà? Che significa disegnare un'organizzazione in funzione di un sogno istituzionale? E perché, a volte, i sogni degenerano in incubi per molte persone e trasformano gli entusiasmi in angosce?
Uno dei principali problemi strategici dell’Unpli è che, sempre più spesso, si verifica che i suoi dirigenti non comprendono fino in fondo l’importanza di condividere con il mondo Pro Loco una vision (Scopo e scenario comune) e ne sottovalutano l’importanza.
Si cerca allora di scrivere e di propagandare qualcosa che possa suonare bene o che mostri ciò che si vuole che le persone credano dell’organizzazione per la quale lavorano, spesso al solo scopo di fare un’operazione di marketing interno.
Una vision non sincera, però, crea sicuramente più problemi di quanti ne possa risolvere: ogni persona che lavora nell’Unpli, infatti, verificherà facilmente se i valori e gli obiettivi propagandati non sono quelli reali. Nella migliore delle ipotesi non la terranno in nessuna considerazione mentre, nella peggiore, la considereranno una vera e propria menzogna.
Se manca coerenza tra ciò che il management dell’Unpli dice e ciò che fa o come si comporta difficilmente le persone si comporteranno come ci si aspetta o come è descritto nella vision istituzionale. Lo sforzo che dovremo fare non è quello di apparire dirigenti ma di esserlo, ovvero di essere dirigenti rappresentativi e portatori di valori.
Una vision chiara, accurata, frutto di attente riflessioni, al contrario, serve per far capire ai membri che compongono un’organizzazione dove questa vuole arrivare, in quale direzione, cioè, devono essere indirizzati gli sforzi di tutti, direttamente o indirettamente.
Ma cosa sono esattamente vision, mission e obiettivi? Proviamo a capirlo insieme.
Vision, mission e obiettivi sono strumenti importantissimi in tutte quelle realtà in cui più persone agiscono per creare un sistema ben coordinato, teso a raggiungere un determinato scenario.
Siamo entrati in un'era di grande complessità e le organizzazioni, per rimanere concorrenziali, devono affrontare ogni giorno i cambiamenti richiesti dal mercato. Questi cambiamenti richiedono un impegno notevole, non solo dal punto di vista organizzativo ed economico, ma anche nel far sì che la sfida venga compresa ed accettata da parte del capitale istituzionale più importante: dai dirigenti Unpli e dai Presidenti di Pro Loco.
Mai come oggi, infatti, il fattore umano ha un peso così rilevante nel successo delle organizzazioni. Come far sì, allora, che questi dirigenti assumano come propri, con impegno e responsabilità, gli obiettivi dell'Unpli?
La risposta è, almeno apparentemente, molto semplice: facendo in modo che gli obiettivi dell’Unpli siano condivisi dalle persone, tutte le persone, che le compongono.
Condivisione, pertanto, è la parola chiave.
Dotarsi di una mission, di una vision e di una serie di obiettivi, comunicarli, dichiararli, diventa allora indispensabile per stabilire un'identità, per fornire una rotta da seguire, per indicare un orizzonte, un passaggio dalla situazione attuale a quella di un futuro possibile, se realizzato congiuntamente.
Compito del Presidente dell’Unpli è possedere, in primo luogo, la vision, cioè la ragion d’essere dell’organizzazione, una guida che gli consenta di tracciare la rotta del Comitato Provinciale e di dare un senso alle azioni di ciascun dirigente.
Per essere efficace la vision dovrà:
- riguardare ciò che l’organizzazione vuole essere e non ciò che è già;
fornire una direzione attraverso una serie di indicazioni rispondenti ad un disegno ampio a tutto campo;
- essere associata a ipotesi concrete e dimostrabili;
- essere intuitivamente semplice e comprensibile nella forma per poter essere facilmente veicolabile;
- essere lapidaria, non articolata in lunghi periodi per poter essere ricordata facilmente;
- dimostrarsi, nei fatti, impegnativa e difficile;
- essere fonte di ispirazione e motivazione per tutti: uno dei target principali della vision dell’Unpli, infatti, è rappresentato proprio dirigenti. Trasferendo loro la vision, i dirigenti accetteranno i valori che questa richiede e, di conseguenza, potranno identificare ed apprezzare il proprio ruolo nell’Unpli;
- creare energia ed entusiasmo, basi per qualunque cambiamento e progresso;
- controbilanciare positivamente il senso di disagio, la mancanza di iniziativa provocati dai diversi fattori che appartengono ad ogni organizzazione, vaccinando le persone contro il virus del pessimismo e la piaga del vittimismo e infondendo fiducia e autodeterminazione.
La comunicazione interna della propria strategia è fondamentale per diffondere i valori di un’organizzazione, per rafforzarne l’identità, per allineare obiettivi individuali e di gruppo e per far sì che le persone si identifichino nella comunità per la quale lavorano. Perché questi siano correttamente veicolati, dunque, la vision dovrà contenere le regole fondamentali della vita associativa.
Volentieri cito, visto che sono un ex aviere in congedo, che nei testi di aeronautica si ama spesso citare una frase che fa capire come la convinzione possa fare miracoli: "Il calabrone ha un peso tale che in rapporto alla dimensione delle sue piccole ali, secondo le leggi della fisica, non potrebbe volare...ma il calabrone non lo sa e vola lo stesso!"
La vision è, dunque, lo stato futuro desiderato del mandato istituzionale. È la differenza che un’organizzazione e le persone che la costituiscono vogliono portare nel mondo Pro Loco. È come vogliono che il mondo risulti configurato una volta che sia stato trasformato dai loro significati e dalle azioni che li veicolano.
E la Vision l’Unpli? Per meglio dire dell’Unpli Chieti, quale potrebbe essere? – Una Visione possibile è: Far leva sulle capacità, i punti di forza e le risorse uniche della nostra diversità per essere il miglior prodotto turistico della Provincia di Chieti.
Se la vision definisce lo scenario e il futuro desiderato dall’organizzazione la sua definizione non deve essere intesa come una semplice dichiarazione di fantasia o una finalità generica. Essa, infatti, racchiude la prospettiva per la quale un’organizzazione è stata creata.
La vision è come un orizzonte: di per se non è raggiungibile ma è SOGNATO.
Ed è proprio il sogno che ci spinge verso l’irraggiungibile orizzonte che può avere diverse sfumature a seconda della direzione dalla quale si guarda.
La vision, di solito, risponde alla domanda: "come/dove vorreste vedervi tra 3 o 4 anni?"
La visione altro non è che la cornice all’interno della quale immaginiamo di realizzare la nostra mission. Se attraverso la vision si definisce lo scopo (chi siamo e dove siamo diretti), con la mission si definisce concretamente l’orizzonte (come intendiamo arrivarci).
La mission, dunque, definisce il ruolo specifico dell’organizzazione per la realizzazione della propria vision.
La mission (definizione dell’orizzonte) dell’Unpli Chieti non potrà che essere quella di organizzare le informazioni a livello provinciale e renderle universalmente accessibili e fruibili, a tutti, attraverso i Bacini.
Una mission coraggiosa e sfidante, come si può vedere.
Ma cosa si intende per mission?
Ed in che modo la mission può essere utile all’Unpli Chieti?
La mission dell’Unpli Chieti è la scelta dei valori, dell’etica, della cultura e della filosofia del turismo. In buona sostanza, la mission è una specie di linea guida che accompagna l’intera organizzazione associativa per tutto l’arco della sua esistenza.
La mission (missione o scopo) è la ragione d’essere per l’Unpli Chieti. In altre parole, l’esistenza stessa dell’intera organizzazione. La mission può rispondere alle domande:
Chi siamo? E perché esistiamo?
Tutte le persone e le organizzazioni di successo hanno bisogno di una mission chiaramente definita. Una chiara definizione della mission deve sapere cogliere il nocciolo ed il senso dell’intera organizzazione associativa.
Una definizione non chiara può pregiudicare fin dall’inizio lo sviluppo e l’efficacia di tutta la strategia posta in essere.
Diciamoci la verità, noi tutti vogliamo essere parte di qualcosa di grande, di qualcosa che fa la differenza e di qualcosa che possa generare successo. Una forte ragione d’essere è ciò che consente di raggiungere quello che altri potrebbero vedere come impossibile e arduo da realizzare. E’ proprio questo che motiva la gente comune e le organizzazioni a conseguire e ricercare l’eccellenza.
Una buona mission permetterà all’intera organizzazione Unpli di attrarre le Pro Loco giuste, i dirigenti giusti ed aiuterà il management a prendere le giuste decisioni che siano in linea con lo scopo principale dell’organizzazione, in questo caso dell’Unpli Chieti.
Scopo della mission è anche quello di focalizzarsi sul perché l’Unpli Chieti esiste e quale è la fonte di ispirazione, la direzione e la motivazione a perseguire gli obiettivi che ci si è posti, in caso di ostacoli.
Una buona mission, formulata in modo preciso e circoscritto, è capace di definire con esattezza in quale ambito intende operare, quali sono gli obiettivi e quali valori ispirano le strategie dell’organizzazione.
Sugli elementi definiti da Russell Lincoln Ackoff, un pioniere nel campo delle scienze economiche e manageriali (1919-2009), la mission dell’Unpli Chieti deve contenere i seguenti elementi chiave:
1) indicare gli obiettivi attraverso i quali la stessa può essere raggiunta;
2) differenziare l’organizzazione associativa dalla concorrenza;
3) definire in modo chiaro il core – business (l’attività istituzionale);
4) incorporare le attese delle Pro Loco e del loro management e degli stakeolders;
5) stimolare e rappresentare una sfida da raccogliere;
Sulle fondamenta di Scopi ed Orizzonti chiari è possibile definire obiettivi con piani strategici adeguati.
Alla luce di quanto detto, i nostri obiettivi dovranno:
-   formulare e sviluppare la missione e la visione dell’organizzazione coinvolgendo i portatori di interesse più significativi;
-   essere definiti dai leader in modo formale;
-   essere tradotti in strategie e piani;
-   essere rivisti e aggiornati in funzione dei cambiamenti delle condizioni interne ed esterne;
-   essere diffusi alle Pro Loco e ai portatori di interesse
In definitiva quale visioni, mission e obiettivi dell’Unpli Chieti?
La Vision:
Far leva sulle capacità, i punti di forza e le risorse uniche della nostra diversità per essere il miglior prodotto turistico della Provincia di Chieti, per far si che:
-   i protagonisti siano orgogliosi del loro successo come gruppo;
-   gli stakeolders ci rispettano;
-   le comunità ci danno il benvenuto ed apprezzano la presenza di qualsivoglia visitatore.
La Mission:
-   Organizzare le informazioni a livello provinciale e renderle universalmente accessibili e fruibili, a tutti, attraverso i Bacini, rivalutandone il ruolo e permettendo ai coordinamenti locali una maggiore presenza ed attenzione al territorio di competenza.
Gli Obiettivi non possono che essere:
-  performance finanziaria superiore;
-  alta soddisfazione degli operatori turistici;
-  valutazione dei consumatori;
-  vantaggio competitivo operativo;
-  gradimento del pubblico;
-  coinvolgimento delle persone.
La vision e la mission non dovrebbero affermare l’ovvio, dovrebbero, al contrario, dichiarare l’eccezionale e lo straordinario per poter stimolare la motivazione e la capacità di sognare, provocare discussioni e dibattiti appassionati.
Ognuno dovrebbe essere affascinato ed alimentato da questi strumenti tanto da non poter resistere nel parlarne con gli altri.
Tutto questo per dire una cosa semplice, e mio modo di vedere, efficace, visto che siamo alle porte di Pasqua, cerchiamo di non fare la fine di Pilato, non inseguiamo la domanda, non aspettiamo che gli eventi ci travolgano e prendano le decisioni al nostro posto, ma da leaders e padroni del nostro presente e, quindi, del nostro futuro, siamo sempre e comunque fautori di iniziative ed attività stimolanti.
Con calorosa forza invito tutti voi a percorrere la strada intrapresa con piglio deciso pur sapendo delle enormi difficoltà che incontreremo.
In questi anni abbiamo avuto il piacere di approfondire la conoscenza di molti dirigenti di Pro Loco, a loro va indirizzato il nostro plauso.
Ho preso atto che, in questi anni di Presidenza, si sono consolidate amicizie, non è mai mancata la stima, qualche critica costruttiva e tanta collaborazione.
Per far si che il Comitato sia vivo, concreto ed al servizio delle Pro Loco percorriamo assieme questi sentimenti ed i punti tracciati.

Grazie.

Dott. Sergio Carafa
(Biografia)



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